I problemi di pronuncia inglese tipici degli italiani sono cinque: la h muta che in inglese va soffiata, il th reso con t o d, le vocali lunghe e brevi pronunciate tutte uguali, la e finale letta ad alta voce e la vocale aggiunta dopo le consonanti finali. Si correggono allenando coppie di parole.
In italiano la h non ha suono: ho, hai, hanno si pronunciano come o, ai, anno. In inglese la h iniziale è quasi sempre un soffio, come quando appanni un vetro. Se la togli, cambi parola.
| Con h | Senza h |
|---|---|
| hate (odiare) | ate (ho mangiato) |
| hair (capelli) | air (aria) |
| heat (calore) | eat (mangiare) |
| hill (collina) | ill (malato) |
| heart (cuore) | art (arte) |
Molti italiani, una volta capito il problema, esagerano e aggiungono la h anche dove non c'è: “I hate” invece di “I ate” è un esempio classico. Per non confonderti, ricorda che esiste un piccolo gruppo di parole con la h davvero muta: hour, honest, honour e heir. Herb è un caso a parte: la h si pronuncia nell'inglese britannico ma di solito non in quello americano.
Il th inglese ha due suoni che l'italiano non possiede. Quello sordo si sente in think, three, thank e mouth. Quello sonoro in this, the, mother e with. Gli italiani tendono a sostituirli con t e d, e così “I think” diventa “I tink” e “three” suona identico a tree, l'albero.
Il gesto da fare è semplice: punta della lingua leggermente tra i denti, o appena dietro gli incisivi superiori, e soffi l'aria senza bloccarla. Per il suono sordo non c'è vibrazione nella gola, per quello sonoro sì: appoggia due dita sul collo e senti la differenza tra think e this.
| th | t o d |
|---|---|
| three | tree |
| thank | tank |
| thin | tin |
| they | day |
| those | doze |
Non è un disastro se all'inizio il th esce imperfetto: nel contesto “I think so” si capisce comunque. Ma three e tree in un numero di telefono o in un ordine al ristorante possono creare confusione, quindi vale la pena allenarlo.
L'italiano ha sette vocali e la loro durata non cambia il significato di una parola. L'inglese ne ha di più, e la differenza tra una vocale lunga e una breve distingue parole diverse. Non è solo una questione di durata: la i breve di ship è più rilassata e aperta, quasi a metà strada verso la e italiana, mentre la i lunga di sheep è tesa, con le labbra tirate come in un sorriso.
| Breve | Lunga |
|---|---|
| ship (nave) | sheep (pecora) |
| live (vivere) | leave (partire) |
| sit (sedersi) | seat (posto a sedere) |
| full (pieno) | fool (sciocco) |
| pull (tirare) | pool (piscina) |
Ci sono due coppie famose in cui accorciare la vocale lunga trasforma una parola innocente in una parolaccia: beach e sheet. Se non vuoi imbarazzi in vacanza o in ufficio, allunga bene quella i.
Chi legge con le regole dell'italiano tende a pronunciare tutte le lettere. In inglese la e finale di make, time, home e come è muta. Ha però una funzione: spesso cambia il suono della vocale precedente.
In ogni coppia la seconda parola ha una vocale diversa, ma la e finale resta silenziosa.
Quasi tutte le parole italiane finiscono per vocale, e la bocca tende ad aggiungerne una anche in inglese: “big” diventa “bigghe”, “I'm going” diventa “I'm-a going”, “that's it” diventa “that's-a it”. È uno dei tratti che rendono riconoscibile l'accento italiano. Per correggerlo, chiudi la parola sulla consonante e fermati lì, anche se ti sembra di tagliarla troppo presto.
In italiano le consonanti doppie si sentono: pala e palla sono parole diverse. In inglese le doppie dell'ortografia non si pronunciano più lunghe. Apple, coffee, summer e dinner hanno una consonante normale. La differenza tra dinner e diner sta nella vocale, non nella n. Se allunghi le doppie inglesi, il tuo accento suona subito italiano.
Le vocali non accentate in inglese si indeboliscono fino quasi a sparire. Comfortable di solito si dice in tre sillabe, con l'accento sulla prima, non “com-for-ta-ble” in quattro. Vegetable segue la stessa logica, e Wednesday si pronuncia in due sillabe, senza la d. Ci sono poi lettere che si scrivono e non si dicono: la l di walk e talk, la k di know e knife, la s di island.
Anche la desinenza -ed del passato inganna: in walked e stopped non forma una sillaba in più. Diventa una sillaba solo dopo t o d, come in wanted e needed.
In inglese l'accento può spostarsi all'interno della stessa famiglia di parole. Photograph ha l'accento sulla prima sillaba, photographer sulla seconda. Se lo metti al posto sbagliato, un madrelingua impiega un attimo in più a capire anche una parola che pronunci bene. Quando impari una parola nuova, controlla sul dizionario dove cade l'accento e ascolta l'audio.
La pronuncia migliora solo parlando e ascoltandosi. Leggi ad alta voce le coppie di questa guida, poi usale in frasi vere: ordinare three coffees in un bar, chiedere una stanza in albergo, fare una domanda in stazione. Con PollyStop puoi esercitarti a voce con Polly ogni giorno e sentire quali suoni ti scappano ancora.
Punta della lingua tra i denti, o appena dietro gli incisivi, e soffi l'aria senza bloccarla. In think, three e thank la gola non vibra; in this, the e mother sì.
Quasi sempre all'inizio di parola, come un soffio. Le eccezioni più comuni sono hour, honest, honour e heir. Herb ha la h muta di solito nell'inglese americano.
Perché in italiano la lunghezza delle vocali non cambia il significato. In sheep la i è lunga e tesa, con le labbra tirate; in ship è breve e più aperta.
No. La e finale di make, time e home è muta, ma cambia il suono della vocale precedente: per questo hat e hate si pronunciano in modo diverso.